Aveva appena compiuto 101 anni. Poetessa, scrittrice, traduttrice, è morta a Merano dove da tempo viveva Mary de Rachewiltz, unica figlia del grande poeta americano Ezra Pound. Custode rigorosa della memoria del celebre padre, a lei il poeta statunitense affidò la missione di tradurre in italiano i suoi Cantos, impresa alla quale Mary ha poi consacrato la propria vita. L'edizione integrale dei Cantos è apparsa infatti da Mondadori nel 1985 e le ha consentito di vincere il Premio Monselice per la traduzione. Di tramandare e difendere la memoria del padre e la sua difficile eredità Mary de Rachewiltz si era fatta un punto d’onore, durato tutta la vita, seguendolo fino alla morte nel 1972, a Venezia. Come aveva raccontato ad Antonio Gnoli su Repubblica, nel rievocare la sua infanzia solitaria e il rapporto con un padre ingombrante: «Ironico, ribelle, ballerino di tip tap, sapeva farmi ridere, era intenso e credeva nell’amore universale».

Figlia di Pound (1885-1972) e della violinista americana Olga Rudge, Mary era nata a Bressanone (Bolzano) il 9 luglio 1925. Subito affidata a una coppia di montanari tirolesi di Gais, era cresciuta in Val Pusteria fino a che, adolescente, aveva iniziato a seguire i genitori durante i loro soggiorni italiani a Firenze, Venezia, Rapallo, formandosi a contatto con un ambiente culturalmente vivace e cosmopolita e studiando le lingue: scriveva in inglese, italiano, tedesco, francese. Per tutta la vita Mary de Rachewiltz ha considerato una missione personale custodire la memoria del padre, confrontandosi con la complessità della sua eredità. E continuando anche dopo la morte di Pound a spiegare , contestualizzare e distinguere, nel tentativo di sottrarlo ai luoghi comuni e alle semplificazioni legate al suo controverso sostegno al regime di Mussolini. «Ho cercato di decifrare e far comprendere i suoi versi, di interpretarne il percorso creativo e, soprattutto, di andare oltre i fraintendimenti, spiegando ciò che pensava davvero e perché», aveva raccontato.