Trovare qualcuno che sapesse tagliare i miei capelli ricci, all’estero, è sempre stata una considerevole impresa. E prima di incontrare una persona davvero capace, i tentativi sono stati molteplici. Asimmetrie, colorazioni discutibili, ricci tramutatisi improvvisamente in onde sbilenche. Da quando sono sbarcata a Bruxelles, però, le cose sono cambiate. Ed è tutto merito della mia parrucchiera italo-congolese.
Quando quattro anni fa ho varcato per la prima volta la soglia del salone di Miranda, non sapevo cosa aspettarmi. Una ragazza giovanissima, poco più che ventenne, senza alcun collaboratore che la aiutasse a gestire i clienti. Col tempo siamo diventate amiche e ogni volta che arriva il momento di dovermi tagliare i capelli e coprire i segni del tempo, passiamo il tempo a raccontarci tutto quello che nel frattempo è successo nelle nostre vite. Miranda mi ha raccontato di suo padre, italiano, e di sua madre, congolese, ed è per via delle sue origini che ogni tanto scambiamo anche qualche parola nella mia lingua d’origine. Le nostre conversazioni spaziano dalla politica estera ai preparativi per le vacanze, dai ripetuti tentativi di iscriversi in palestra per restare in forma, ai nostri passati complessi e che ci hanno forse reso più spigolose del necessario, passando per la ricetta del poulet mafé tramandatale da sua madre.








