Il recente dibattito sulla partecipazione del direttore generale dell’AgID Mario Nobile alla World Artificial Intelligence Conference di Shanghai va letto in una cornice più ampia. Il punto non è se la partecipazione fosse, in sé, illegittima. È che episodi come questo sono i nodi iniziali di reti relazionali che si consolidano nel tempo attraverso canali che restano, individualmente, sempre difendibili come ordinaria cooperazione professionale. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Nel 493 circa, secondo la tradizione storiografica cinese, il generale Tan Daoji avrebbe fatto costruire enormi cumuli di sabbia coperti da sacchi di riso per ingannare il nemico sulla reale consistenza delle scorte dell’esercito. È da episodi come questo, più leggendari che documentati, ma proprio per questo paradigmatici, che nasce il corpus dei Sanshiliu Ji, i Trentasei Stratagemmi: una compilazione di massime strategiche attribuita alla tarda epoca Ming, radicata nella tradizione di Sun Tzu ma distillata in formule brevi, quasi proverbiali, pensate per la trasmissione orale prima ancora che per la lettura accademica.







