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Eliana Liotta

La rubrica «Smart Tips» ripercorre i risultati di uno studio Usa che evidenzia come consumare molti alimenti ultraprocessati sia correlato a un rischio di demenza più elevato, maggiore addirittura del 58%

Una nuova prova mostra come la salute del cervello dipenda anche da quello che mangiamo. Uno studio guidato da un team di Harvard, pubblicato a luglio 2026 sull’American Journal of Public Health, conclude che consumare molti alimenti ultraprocessati è correlato a un rischio di demenza più elevato, maggiore addirittura del 58%.

Un eccesso di salumi, merendine, biscotti, bevande zuccherate, patatine fritte, barrette proteiche e molti piatti pronti industriali, dalle crocchette di pollo ai bastoncini di pesce, appare collegato al declino cognitivo. Al contrario, il rischio di malattie come l’Alzheimer si abbatte del 41% in chi si nutre soprattutto di cibi allo stato naturale, come spinaci o pesce, e minimamente trasformati (per esempio, i piselli surgelati o la polpa di pomodoro semplice in latta).