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Alessandro Bocci e Monica Colombo

Tramontato il sogno Pep, la dirigenza punta sul campione del mondo 2006. Il tecnico di Dubai attende il semaforo verde. Anche Buffon ha declinato l'offerta di diventare capo delegazione della Nazionale

Di certo non verremo accusati di impulsività. Gli altri Paesi si qualificano al Mondiale e, dopo l’eliminazione, esonerano i vecchi ct e in un amen annunciano i tecnici chiamati a risollevare le sorti delle Nazionali: Zidane per la Francia, Klopp per la Germania, Van Bommel per il Belgio, Jorge Jesus per il Portogallo, Diego Forlan per l’Uruguay. L’Italia a 116 giorni dalla notte buia di Zenica è ancora sulle montagne russe. Giovedì sera si è addormentata cullata dalla suggestione di avere Pep Guardiola, l’Arrigo del terzo millennio in panchina. Si è svegliata con una secchiata d’acqua gelida: Pep per motivi personali ha declinato la proposta avanzata dai due totem federali, Maldini e Leonardo, e Gigi Buffon è pronto a rinunciare alla posizione da capodelegazione azzurro.

Nel corso del pomeriggio il mondo azzurro ha preso atto che le leggende del Milan hanno promesso ad Andrea Pirlo le chiavi della rinascita. Tutto pronto per la firma nel week end? Forse no, perché Giovanni Malagò, consapevole delle perplessità che l’opinione pubblica nutre nei confronti di un tecnico dall’esperienza non sterminata, vuole concedersi qualche altra ora di riflessione.