Dopo giorni di speranze, contatti serrati e fitti colloqui, la Federcalcio si vede costretta a incassare il no definitivo di Pep Guardiola. La risposta del tecnico catalano è giunta nella notte tra giovedì e venerdì: una scelta maturata da un uomo indubbiamente stimolato e onorato dall’ipotesi di guidare la Nazionale italiana come Commissario Tecnico, ma intenzionato a rispettare la decisione già presa riguardo al proprio futuro professionale.
L’allenatore intende infatti concedersi un anno sabbatico, lontano dai campi e dalla pressione mediatica, come non accadeva dalla stagione 2012/2013. Dopo il triennio al Bayern Monaco e le dieci stagioni vissute da protagonista al Manchester City, Guardiola aveva ribadito la volontà di riposarsi e dedicarsi affetti familiari. A far vacillare i suoi propositi era stata soltanto la pressante proposta congiunta formulata dal presidente federale Giovanni Malagò, dal direttore tecnico Paolo Maldini e dall’advisor Leonardo, che lo aveva spinto a prendersi qualche giorno di riflessione. La FIGC, fiduciosa fino a giovedì sera di poter spuntare il sì definitivo, era persino disposta ad affiancargli uno staff di primissimo ordine per alleggerirne il carico di lavoro quotidiano. Alla fine ha prevalso la linea della fermezza personale: una scelta non economica, ma di vita.










