Turisti che nuotano nelle aree riservate ai natanti, incuranti delle barche; tuffi proibiti dalle marine. L’estate delle Cinque terre è anche nei comportamenti sopra le righe che stanno caratterizzando le marine dei borghi a picco sul mare. Situazioni di pericolo che a Riomaggiore la giunta comunale guidata da Fabrizia Pecunia ha deciso di prevenire con un servizio di vigilanza ad hoc. Tutto è nato dalle numerosissime segnalazioni, anche da parte di cittadini, utenti e operatori, relative alla presenza di situazioni di promiscuità tra bagnanti e natanti negli specchi acquei delle marine di Riomaggiore e Manarola, "con conseguenti criticità in ordine alla corretta fruizione delle aree interessate, alla sicurezza della balneazione e della navigazione e all’ordinato utilizzo degli spazi marittimi" si legge nel documento della giunta, nel quale viene evidenziata la violazione del regolamento per la disciplina delle attività marittime e portuali delle due marine, che stabilisce che all’interno dell’intero specchio acqueo racchiuso dalla diga frangiflutti della marina di Riomaggiore capoluogo vige il divieto totale di balneazione, e che nello specchio acqueo della marina di Manarola è consentita l’immersione in acqua esclusivamente nello spicchio denominato ’Zona A’. "Durante il periodo di maggiore afflusso turistico e balneare, l’utilizzo intensivo degli spazi marittimi e portuali può determinare criticità connesse al mancato rispetto delle disposizioni regolamentari vigenti da parte di bagnanti, utenti e conduttori di natanti" di legge nella delibera con cui la giunta ha dato mandato alla polizia locale di "assicurare un adeguato presidio di vigilanza presso le marine di Riomaggiore e Manarola", con priorità "nelle giornate e nelle fasce orarie di maggiore afflusso e criticità, al fine di favorire il rispetto della disciplina regolamentare vigente, la sicurezza della balneazione e