Una scena dell’Odissea di Cristopher Nolan girata in Marocco
(Universal Studios)
Nelle settimane precedenti all’uscita nelle sale, il film Odissea di Christopher Nolan è finito al centro delle polemiche dopo che Elon Musk aveva attaccato il presunto cast woke del film. Al di là di queste critiche strumentali, ce n’è una più importante da rivolgere a chi ha fatto il film: la decisione di girare nell’ultima colonia africana, il Sahara Occidentale. Beneficiando dei generosi sussidi dello stato marocchino, la produzione ha dato legittimità a un’occupazione illegale.
Mentre la scorsa estate Nolan e la sua troupe giravano lungo la costa vicino alla città portuale di Dakhla, è stata pubblicata una lettera aperta di condanna firmata da personaggi di spicco del cinema mondiale, tra cui Javier Bardem, Pedro Almodóvar e Paul Laverty. “Nolan ha girato senza il consenso del popolo sahrawi”, si legge. “L’unica approvazione che ha ottenuto è quella dalla potenza occupante: il Marocco”.
In particolare, il premio Oscar Javier Bardem ci è andato pesante. Condividendo la lettera sul suo profilo Instagram, ha aggiunto: “Da cinquant’anni il Marocco occupa il Sahara Occidentale, cacciando il popolo sahrawi dalle sue città. Dakhla è una di queste, trasformata dagli occupanti marocchini in una destinazione turistica e ora in un set cinematografico, sempre con l’obiettivo di cancellare la sua identità sahrawi”.













