La crisi 25 luglio 2026 alle 00:44Scontri in Cisgiordania, Netanyahu lancia una massiccia operazione di terra
Washington.
Tensione alle stelle in Medio Oriente. Gli attacchi incrociati fra Iran e Stati Uniti proseguono: Donald Trump entra in «modalità vendetta» e Teheran si dice pronta a colpire Tel Aviv e minaccia di uccidere un soldato americano per ogni iraniano vittima dei raid Usa.
L’ombra di Pechino
Frustrato e impaziente, il commander-in-chief nutre sempre più dubbi sulla capacità dei negoziati di portare a una pace duratura ed è convinto che l’unica lingua che l’Iran capisce è la forza militare. Tanto più che, secondo gli 007 americani citati dal New York Times, Mojtaba sarebbe più interessato del padre, Ali Khamenei, a dotarsi di un’arma nucleare. Trump - riporta il Wall Street Journal - ha ventilato la sua frustrazione contro Teheran con i suoi consiglieri, difendendo allo stesso tempo la Cina e la Russia. Xi Jinping e Vladimir Putin «mi hanno assicurato» che non avrebbero fornito armi e a «mio avviso non sono coinvolte nella questione iraniana. Se lo fossero le conseguenze sarebbero gravi, non sarebbe nel loro interesse», ha detto smentendo le informazioni dell’intelligence americana, secondo le quali Mosca e Pechino in qualche modo aiutano Teheran. «I danni causati alle navi» dagli attacchi iraniani, ha detto, «saranno risarciti con i fondi» di Teheran controllati dagli Stati Uniti. «L’appropriazione indebita dei beni di un’altra nazione per far fronte a future rivendicazioni non correlate costituisce un precedente esplosivo», replica il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.











