Roma, 9 giugno 2026 – Il presidente americano incassa fischi al Madison Square Garden, dove era andato per assistere a una partita di basket, mentre la Cnn gli fa i conti in tasca: dal 7 aprile Donald Trump ha annunciato 37 volte che l’accordo con l’Iran era imminente. Il tycoon prova a gettare acqua sul fuoco, assicurando che il premier israeliano Benjamin Netanyahu “fa quello che gli dico”.
Ma la tensione risale. Teheran ha abbattuto un elicottero d’attacco americano Apache sullo Stretto di Hormuz: i due piloti sono stati recuperati sani e salvi, ma Trump ha già promesso una risposta. E se la tregua fra Iran e Israele per ora regge, il Libano continua a bruciare: un raid su Tiro ha provocato otto morti, mentre nelle ultime 24 ore le vittime dei bombardamenti israeliani nel Paese dei Cedri sono almeno 29, con 133 feriti.
Inferno Libano
Ieri, per la prima volta, un comunicato dell’Idf in arabo ha intimato a tutta la popolazione di Tiro, 80 chilometri a sud di Beirut, di evacuare immediatamente. Anche il quartiere cristiano della Città Vecchia, di solito risparmiato dalla furia israeliana. Non questa volta. Poco dopo l’annuncio, le strade verso il nord del Paese si sono riempite di famiglie in fuga.













