Una foto, quella con il corpo di Carlo Giuliani steso a terra, il mefisto sul volto e la testa spaccata da un proiettile sparato da un carabiniere durante i tumulti di piazza generati durante il G8. Era a Genova, nel luglio del 2001. A fianco, la seconda foto: quella di Abderrahim Fakir steso a terra, bloccato dalla polizia. E' a Bologna nel luglio 2026. E quella scritta, nera e rossa, che pone l'interrogativo "Chi chiami quando la polizia uccide"?
Nata per lanciare una manifestazione solidale, la locandina è stata postata sulla pagina social della presidente della sezione Anpi di Leca (Savona), dipendente del Comune di Albenga Ester Bozzano. Un volantino-manifesto molto diretto. Un volantino con foto molto forti tanto che sul profilo di Bozzano l'immagine è stata coperta con la dicitura "Contenuti sensibili. Questa foto è coperta, pertanto le persone possono scegliere se vederla". Ma l'immagine del volantino è stata replicata più e più volte in chiaro scatenando un putiferio di insulti social e inevitabili polemiche politiche da parte del centrodestra. "Il manifesto choc dell'Anpi savonese delegittima le forze dell'ordine alimentando un clima pericoloso, basta propaganda contro lo Stato". Così la senatrice Paola Ambrogio (FdI), commissario del partito nella provincia di Savona.










