Albenga – Un manifesto con la scritta «Chi chiami quando la Polizia uccide?» ha acceso lo scontro politico ad Albenga dopo essere stato rilanciato su Facebook da Ester Bozzano, presidente della sezione Anpi di Leca, pur non essendo l'organizzatrice dell'iniziativa. L'immagine, che richiama i fatti del G8 di Genova del 2001 e un recente episodio di cronaca avvenuto a Bologna, promuove un corteo in programma domenica 26 luglio alle 11 in piazza del Popolo. Dopo un pomeriggio di aspre polemiche e reazioni indignate, la manifestaizone viene annullata. Il corteo e la difesa della presidente Anpi Non è ancora chiaro chi abbia organizzato la manifestazione. Bozzano ne ha però condiviso l'appello sui social scrivendo: «Diamoci tutti appuntamento per il corteo. Diffondete il messaggio e passate parola». Dopo le polemiche sollevate online, sia da esponenti politici sia da numerosi cittadini, la presidente dell'Anpi di Leca ha difeso la propria posizione sostenendo che «nel nostro Paese non esiste la pena di morte, e soprattutto non può essere applicata da poliziotti sulla strada a loro piacimento perché indossano una divisa. Chi, con una divisa, si permette di fare ciò, deve essere intanto cacciato e poi condannato. Non siamo nel Far West». La presa di distanza del sindaco e la richiesta della minoranza Netta la replica del sindaco Riccardo Tomatis. «L'Amministrazione comunale si dissocia dalla manifestazione in oggetto e continuerà a promuovere una cultura fondata sul rispetto delle istituzioni, dei diritti e dei doveri di tutti». Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale di minoranza Guido Lugani, che ha accolto con favore la posizione del primo cittadino: «Prendo atto con favore della presa di distanza del sindaco e della maggioranza, spero tutta, rispetto alla manifestazione in programma. Sarebbe auspicabile una presa di posizione altrettanto chiara anche da parte dell'Anpi, per evitare qualsiasi equivoco». Berrino: «Affronto verso chi garantisce la sicurezza» Sulla vicenda interviene anche il senatore di Fratelli d'Italia Gianni Berrino, che attacca duramente la presidente dell'Anpi di Leca. «Trovo vergognosamente irresponsabile il post pubblicato da Ester Bozzano, presidente della sezione Anpi di Leca e dipendente del Comune di Albenga, che ritrae due immagini tragiche, una relativa ai fatti del G8 di Genova del 2001 e l'altra sulla recente morte del quarantaduenne di origine marocchina a Bologna. I due scatti sono sormontati dalla scritta "Chi chiami quando la Polizia uccide?"». Secondo Berrino, «questo affronto nei confronti di chi, a costo della propria incolumità, garantisce la sicurezza dei cittadini è qualcosa di riprovevole». Il senatore esprime inoltre preoccupazione per la manifestazione prevista ad Albenga: «Spaventa che il post pubblicizzi un corteo previsto domenica mattina ad Albenga: se le premesse sono tali, purtroppo dovremmo attenderci un'altra giornata di violenza delle minoranze di estrema sinistra che le persone perbene non meritano». Quindi conclude: «Credo sia doveroso che sindaco e giunta di Albenga prendano le distanze da questo post e dall'iniziativa di domenica prossima». In serata l’annullamento del corteo e il commento di Sinistra Ingauna Dopo un pomeriggio di aspre polemiche e reazioni indignate bipartisan, è arrivata la comunicazione che il corteo era stato cancellato con il commento degli organizzatori di Sinistra Ingauna. Questo il testo del comunicato: “I social non sono la nostra città: diciamo NO all'odio, al razzismo e alla disumanizzazioneLeggere i commenti comparsi negli ultimi giorni sotto i post pubblici sui social network riguardo alla vicenda di Fakir lascia un senso di profonda amarezza. Troppe parole d'odio, troppa rabbia ingiustificata, troppi insulti rivolti a chi è diverso o si trova in una condizione di fragilità. Come Sinistra Ingauna non possiamo e non vogliamo far finta di nulla. Rifiutiamo con forza l'idea che Albenga sia una città razzista, ma non possiamo ignorare che tra le pieghe del web sta emergendo un preoccupante crollo di coscienza collettiva. Quando si perde l'empatia e si arriva a disumanizzare l'altro, si ferisce l'intera comunità”. E ancora: “In piazza chiedevamo di andare per la dignità, non per la violenza. La manifestazione di questa domenica voleva essere una risposta civile e solidale a chi semina odio e violenza. L'articolo 3 della Costituzione italiana sancisce il principio di uguaglianza formale e sostanziale, stabilendo che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e che lo Stato deve rimuovere gli ostacoli che limitano di fatto l'uguaglianza. Vista la mobilitazione social che ha visto sia le amministrazioni che i partiti di destra travisare il vero scopo della manifestazione, cadendo nella trappola di affidarsi alla pancia di un titolo, la stessa verrà annullata”.
“Chi chiami quando la polizia uccide?”: bufera ad Albenga sul post della presidente Anpi di Leca
Ester Bozzano rilancia su Facebook il corteo del 26 luglio, che in serata viene annullato. Tomatis prende le distanze, Lugani chiede che l'Anpi si dissoci. Ber…












