<ul class="leggi-anche"> </ul> <p> </p> <p>L’<a href="https://www.milanofinanza.it/news/banco-bpm-mps-la-fusione-e-in-bilico-intesa-sanpaolo-puo-bruciare-sul-tempo-le-due-banche-nella-corsa-202607201843082543">opas su Montepaschi potrebbe cambiare</a> in modo significativo l’azionariato di Intesa, facendo entrare nel capitale alcuni dei principali soci di Mps e diluendo fino a oltre il 20% gli attuali azionisti. È una degli elementi contenuti nella relazione predisposta dal cda di Ca’ de Sass per l’assemblea straordinaria del 21 settembre, chiamata ad autorizzare l’<strong>aumento di capitale</strong> al servizio dell’offerta. </p> <p> </p> <p>Intesa avverte che «<strong>non è possibile prevedere la composizione della compagine azionaria</strong>» dopo l’operazione, perché il risultato dipenderà dalle adesioni e dall’eventuale fusione tra <strong>Mps</strong> e <strong>Mediobanca</strong>, ma presenta una simulazione basata sull’ipotesi che i principali soci della banca senese conferiscano tutte le proprie azioni. </p> <p> </p> <p>In caso di adesione totalitaria, <strong>Delfin</strong> entrerebbe in Intesa con circa il 3,8%, il gruppo <strong>Francesco Gaetano Caltagirone</strong> con il 2,2%, il<strong> ministero dell’Economia</strong> con l’1% e <strong>Banco Bpm</strong> con lo 0,8%. <strong>BlackRock</strong> resterebbe il primo socio con il 5,4%, davanti a soci storici come <strong>Compagnia di San Paolo</strong> al 5,1% e alla <strong>Cariplo</strong> al 4,3%.
Mps, ecco come l’opas può ridisegnare il capitale di Intesa Sanpaolo: Delfin al 3,8%, Caltagirone al 2,2% e il Tesoro all’1% | MilanoFinanza News
La relazione del cda in vista dell’assemblea illustra la diluizione, i criteri del concambio, i limiti delle valutazioni e la tenuta patrimoniale, con un Cet1 pro forma compreso tra il 13,2% e il 14% dopo l’aggregazione bancaria






