<p>Il consiglio di amministrazione di Banca Mps in prima battuta ha respinto l'opas lanciata da Intesa Sanpaolo, giudicando basso il prezzo e sovrastimate le sinergie attese.

Al contempo ha deciso di approfondire l'ipotesi di una fusione con Banco Bpm, che però al momento manca di numeri su cui potersi esprimere.

Si tratta di un passaggio pressoché scontato: non si è mai vista infatti un'offerta pubblica giudicata dalla società target immediatamente accettabile senza cercare di aumentare un poco il prezzo, almeno per evitare di essere giudicati deboli negoziatori. </p><p>Se il prezzo sembra un aspetto che il vertice di Mps può realisticamente provare a modificare, quali sarebbero le armi di una ipotetica offerta alternativa?

Qui intervengono ragioni di governance, finanziarie e autorizzative.

Il consiglio di Mps in carica è stato nominato da un'assemblea che ha coalizzato con un esito inatteso gli azionisti, soprattutto il primo, Delfin, contro la previsione della estromissione del bravissimo ceo Luigi Lovaglio.