<p>Il titolo Mps il 17 luglio scende dello 0,30% a 11,34 euro a Piazza Affari all’indomani del cda che ha pubblicato le proprie considerazioni preliminari sull’opa di Intesa Sanpaolo (-1% a 6,325 euro), evidenziando che il premio implicito dell’offerta (12,5% rispetto al prezzo pre-annuncio) è inferiore a quello osservato nelle principali operazioni comparabili del settore bancario italiano. </p> <p> </p> <p>Inoltre la banca senese ha sottolineato che, ai prezzi di mercato del 15 luglio, il corrispettivo incorpora uno sconto del 3,3% rispetto al titolo Mps, che salirebbe al 6,2% considerando il dividendo interim atteso di Intesa Sanpaolo.

Secondo il board, la valorizzazione implicita di 30,6 miliardi di euro non riflette pienamente il valore del Monte, il cambio di controllo e la successiva disaggregazione della banca.

Al contempo Mps ha evidenziato che contribuirebbe per il 34% del tangible equity della combined entity, mentre agli attuali azionisti verrebbe riconosciuta una partecipazione del 22%. </p> <p> </p> <p>E ancora, Siena ha espresso dubbi sull’entità delle sinergie indicate da Intesa Sanpaolo, pari a 2,9 miliardi di euro annui ante imposte (1,4 miliardi di ricavi e 1,5 miliardi di costi), ritenute particolarmente elevate rispetto alla dimensione del perimetro di Mps coinvolto nell’operazione e superiori a quelle osservate in operazioni comparabili. </p> <p> </p> <p>Il cda ha anche rimarcato le incertezze legate alle autorizzazioni regolamentari e antitrust, nonché al trattamento della partecipazione in Generali (-0,62% a 41,82 euro) detenuta tramite Mediobanca (-0,51% a 27,13 euro).