(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Banca Mps sotto la lente all'indomani del cda dell'istituto, che ha analizzato le proposte di aggregazione sul tavolo, ossia l'opas lanciata da Intesa Sanpaolo e la proposta di aggregazione, ancora tutta da definire, di Banco Bpm. I titoli dell'istituto senese si muovono con cautela.

Alla vigilia, il board di Rocca Salimbeni ha espresso le proprie considerazioni sull'offerta di Intesa, evidenziando alcune riserve sia sotto il profilo valutativo, ritenendo il prezzo proposto, pari a circa 30 miliardi di euro, poco generoso, sia sotto quello del razionale industriale dell'operazione. Il cda ha invece ribadito la solidità del piano strategico 2026-2030 stilato per Mps stand-alone, il razionale industriale dell'integrazione tra Rocca Salimbeni e Mediobanca e la solida posizione di capitale dell'istituto. Infine, come aveva anticipato nei giorni precedenti anche l'amministratore delegato Luigi Lovaglio, il cda ha anche deciso di valutare tutte le opzioni possibili e quindi di approfondire le analisi sulla proposta di aggregazione con Banco Bpm, ritenendo necessario acquisire una piena comprensione della valenza industriale dell'operazione, della sua sostenibilità finanziaria e della capacità di creare valore per tutti gli stakeholder.