Milano – Mps prende le distanze dall’offerta di Intesa Sanpaolo e, lascia aperta la porta alla proposta di aggregazione avanzata da Banco Bpm. Non si tratta, ancora, di una bocciatura definitiva. Quello espresso dal Cda di Siena non è il giudizio formale previsto dalla normativa, ma le osservazioni preliminari contenute nel lungo comunicato stampa delineano una posizione fortemente critica. Tanto che Siena fa sapere che “proseguirà a valutare l’Offerta promossa da Intesa Sanpaolo in modo approfondito, nel rispetto dei propri doveri fiduciari e nell’interesse di tutti gli stakeholder di Mps”.
Il primo nodo riguarda il prezzo. Intesa offre per ogni azione Mps 1,6 azioni di nuova emissione e un euro in contanti. Il corrispettivo incorporava, al momento dell’annuncio, un premio del 12,5% rispetto alla quotazione precedente e dell’11,8% rispetto alla media del mese precedente.
Secondo il cda di Mps, si tratta di valori nettamente inferiori a quelli registrati nelle operazioni bancarie comparabili, dove il premio medio è stato pari a circa il 30% rispetto all’ultima quotazione e al 41% sulla media mensile. Ai prezzi del 15 luglio, inoltre, l’offerta esprime uno sconto del 3,3% rispetto al valore di mercato del titolo Mps, destinato a salire al 6,2% considerando il dividendo che Intesa prevede di distribuire a novembre nell’ammontare atteso dal mercato.












