Andrea Pirlo sembra destinato a diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Una scelta che, sul piano calcistico, può essere discussa: il palmarès, la conoscenza del gioco, il carisma del campione del mondo 2006. Ma il calcio, soprattutto quando si parla della maglia azzurra, non è soltanto una questione di moduli e risultati. Un commissario tecnico non è un allenatore qualsiasi: è un rappresentante dell’Italia.

Ed è proprio per questo che la nomina di Pirlo apre un problema che va oltre il campo.

Nell’ottobre 2025 Pirlo è diventato global ambassador di Fonbet, il principale bookmaker russo. Un accordo commerciale, certo. Ma Fonbet non lo ha presentato soltanto come un testimonial: nel comunicare la collaborazione, l’azienda ha rivendicato il valore simbolico della scelta, sostenendo che ingaggiare una star internazionale dimostrasse come, nonostante l’isolamento della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, fosse ancora possibile coinvolgere figure di primo piano dello sport mondiale.

Poi, nel maggio 2026, Pirlo è comparso a Mosca al Football Day, evento organizzato da Fonbet, mentre la Russia continuava la sua guerra contro l’Ucraina. La coincidenza con i bombardamenti su Kyijv ha provocato la dura reazione di diversi osservatori ucraini, tra cui l’atleta Vladyslav Heraskevych, che ha accusato l’ex campione italiano di aver scelto i soldi rispetto ai principi.