Andrea Pirlo non è ancora il nuovo ct dell’Italia, anche se ormai sarebbe vicina l’ufficialità, ma sulla sua nomina si è aperto un vero e proprio caso. Tra quelli favorevoli, che sposano la linea di Maldini (soprattutto) e Leonardo, e quelli contrari, che avrebbero preferito un nome con maggiore esperienza in panchina.
E, in aggiunta, c’è una questione extra: nel 2025, Pirlo è diventato global ambassador di Fonbet, il principale bookmaker russo. Per poter firmare con la Figc, Pirlo dovrà risolvere il contratto per via delle norme italiane sulle scommesse, ma con il passare delle ore la vicenda sta creando sempre più imbarazzo e starebbe facendo riflettere il presidente federale, Giovanni Malagò.
«Ha prestato, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata», l’affondo di Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo. «La Nazionale rappresenta l’Italia nel mondo, e l’Italia è dalla parte dell’Ucraina. La scelta di Pirlo è un errore: non è il piano B di Guardiola, è il piano Z del calcio italiano».
L’accordo
Se non dovessero esserci ulteriori scossoni, Pirlo avrà un quadriennale (obiettivo principale i Mondiali 2030) con un ingaggio da 1,5 milioni netti a stagione. Cifre molto lontane a quelle di cui si era parlato per Guardiola. In fase di definizione anche lo staff, con Roberto Baronio vice: l’ex centrocampista era compagno di Pirlo fin dalla Primavera del Brescia e lo ha seguito nelle sue esperienze in panchina.










