Un detonatore russo rischia di far saltare la nomina di Andrea Pirlo come prossimo ct azzurro e, forse, tutto l'ex banco rossonero. In realtà dentro il nuovo caos Italia ci sono anche tutte le pressioni politiche ricevute nella giornata di ieri dal presidente Figc, Giovanni Malagò, per spingerlo a un repentino dietrofront. Le riflessioni sono in corso ma, se così sarà, l'altro pericolo è che il dt Maldini e l'advisor Leonardo possano fare un passo indietro sul loro mandato per non aver ricevuto sostegno. Eppure l'effetto boomerang era scontato. Per chi ha davvero sognato Guardiola ct della Nazionale italiana, la conversione sulla via di Pirlo (mica di Damasco), dettata dalla coppia Maldini-Leonardo, non è infatti solo deludente, ma anche destabilizzante, perché appare come un autentico controsenso. Come può lo stesso progetto passare in poche ore di mano dal miglior allenatore al mondo (o dal maestro Ancelotti) all'inesperto ex compagno rossonero?
Tanti si chiedono, non senza perplessa meraviglia, se per un piano così di retroguardia servissero due dirigenti top, che avrebbero già dovuto mostrare al nostro calcio decaduto. A meno che, affidandosi a un tecnico che finora ha collezionato due coppe e un esonero con la Juve, più un altro in serie B con la Sampdoria e un terzo in Turchia al Karagumruk, non si punti solo ad avere un maggiore potere di intervento e influenza sulle selezioni e le decisioni di campo. E tornando con la mente alla rinuncia di Marcello Lippi all'incarico di dt nel 2016 per conflitto d'interesse con il figlio-manager Davide, malelingue e malpensanti si concentrano già sul primogenito di casa Maldini, Christian, che nel 2023 sarebbe dovuto entrare come agente nella scuderia Riso (che cura anche gli interessi del fratello Daniel), ma in realtà oggi non risulta iscritto nell'albo; altri spostano l'attenzione sul figlio di Pirlo, Niccolò, intermediario dell'agenzia You First, che ha il ct spagnolo De La Fuente come assistito.L'ATTACCO POLITICO Ancor prima dell'imminente annuncio della firma fino al 2030 con la Federcalcio, esplodono le proteste del movimento anti-Pirlo: «Pensavo che il prossimo ct sarebbe stato uno fra Mancini e Conte. Stimo Malagò, Leonardo e Maldini, in quest'ordine, ma che Dio ce la mandi buona con Pirlo - tuona il presidente del Senato, Ignazio La Russa - perché è stato un grande campione, ma come allenatore è un salto nel buio. Dopo il ballon d'essai mediatico di Guardiola, non vorrei che la montagna avesse partorito un topolino». Anche Matteo Renzi ammette di aver «sperato in Pep, che ho conosciuto e avrebbe fatto le nostre fortune come Velasco, ma faccio l'in bocca al Lupo a Pirlo». La cui scelta ora non fa discutere la politica solo dal punto di vista tecnico. Nell'ottobre 2025, infatti, Andrea è diventato global ambassador di Fonbet, il principale bookmaker russo, che ha presentato l'ingaggio della stella italiana come la prova tangibile che, nonostante le sanzioni contro Putin e il clima politico attorno a Mosca, fosse ancora possibile coinvolgere icone globali dello sport. Successivamente, l'ex centrocampista del Milan è comparso nella capitale sovietica per presenziare al Football Day, organizzato dallo stesso brand, in una fase particolarmente drammatica del conflitto russo-ucraino. È doveroso chiarire che Pirlo non ha violato alcuna legge, è un suo diritto stringere accordi con sponsor, oltretutto nel caso specifico strettamente legati alla panchina dell'United Fc, squadra degli Emirati Arabi il cui presidente, Sergey Lomakin, ha notevoli interessi nel bookmaker russo. Ma il nodo sollevato dai critici bipartisan, fra cui Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, Roberto Calenda, leader di Azione, Mauro Berruto del Pd e Benedetto Della Vedova di +Europa, riguarda la compatibilità tra l'essere la guida simbolica del calcio italiano, quasi una figura istituzionale, e l'essere stato, anche solo a titolo promozionale, il volto di un brand che ha rivendicato quell'accordo come un segnale per superare l'isolamento russo. Insieme alla rescissione con il club di Dubai (Pirlo o la Figc dovrebbero pagare pure una clausola per liberarlo), ci sarebbe comunque automaticamente anche quella con Fonbet al momento della nomina da ct azzurro, perché la nuova carica gli impedirebbe di essere sotto contratto con una società di scommesse, un tipo di pubblicità vietato nello sport italiano, che ha oltretutto avuto recenti ripercussioni anche dalle parti di Coverciano.L'ASPETTO TECNICO Nemmeno il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, è riuscito a superare gli ostacoli per abolire il divieto di Betting (come invocano i club di Serie A) nel suo decreto sport. E ieri si è espresso così sugli ultimi sviluppi della telenovela legata al prossimo ct azzurro: «È stato un azzardo tirare fuori il nome di Guardiola non avendo la certezza di un sì. Io non so se Pep ci abbia pensato, ma credo che per aprire ad un'opzione del genere, anche nella comunicazione, o hai una ragionevole percentuale di certezza di arrivare al risultato, oppure è meglio tenerla per sé in maniera discreta. Queste non sono proposte alle quali sentirsi dire 'no'». E su Pirlo. «Le scommesse sono sempre un azzardo, bisogna cercare di fare delle scelte che abbiano un senso logico, ma sarà soltanto il campo a stabilire quanto questa possa essere una scommessa o una scelta lungimirante dal momento che l'accordo dovrebbe essere quadriennale. Io non esprimo opinioni perché sono il primo supporter del ct e degli azzurri e mi auguro possano portare i risultati sperati con un percorso. Del resto Pirlo ha un suo cammino da allenatore dove ha dimostrato il suo valore, mi auguro che sappia fare ancora meglio». La difesa arriva dal capitano del Napoli, Giovanni Di Lorenzo: «Sento troppe critiche a priori. Da italiano e tifoso azzurro, dobbiamo avere fiducia nel nuovo corso». Parole controcorrente dentro un'ondata fragorosa di scetticismo, che non si era alzata nemmeno ai tempi di Giampiero Ventura o di Roberto Donadoni sulla panchina azzurra, ma che ora rischia di travolgere Andrea Pirlo. La rinascita dell'Italia del calcio non può ripartire con queste ombre russe e una patria contro il figliol prodigo.










