La possibilità che Andrea Pirlo possa diventare Ct dell’Italia è diventata un caso. La politica italiana insorge per via del suo ruolo come ambasciatore di Fonbet: provider russo di scommesse sportive.
Andrea Pirlo sta per diventare il nuovo Ct dell'Italia dopo il no di Pep Guardiola. Paolo Maldini, Leonardo e Giovanni Malagò sembrano ormai decisi a virare sul tecnico ex Juventus attualmente tesserato con lo United Fc di Dubai, la squadra degli Emirati Arabi Uniti. Dalla serata di ieri però è montata la polemica. Pirlo è ‘ambasciatore' di Fonbet. Si tratta di un provider russo di scommesse, principale bookmaker di Mosca che lo stesso allenatore pubblicizza anche sul proprio profilo Instagram. Questa sorta di legame con la Russia, che dopo lo scoppio della guerra nel 2022 con l'Ucraina è oggetto di sanzioni da parte dell'Unione Europea, non è passato inosservato.
Il post pubblicato da Andrea Pirlo su Instagram. Le reazioni della politica italiana sull'incompatibilità di Pirlo con il ruolo di Ct dell'Italia Parte della politica italiana insorge. Carlo Calenda, leader di Azione: "Chi fa o ha fatto propaganda per la Russia dopo il 2022 non dovrebbe ricoprire cariche nazionali". Ma non è stato il solo, anche Mauro Berruto, responsabile dello Sport nella segreteria del Partito democratico ha spiegato: "Mi auguro che se Pirlo fosse scelto come ct la prima cosa che farà sarà quella di risolvere questo imbarazzo rinunciando a questo suo ruolo". Chiaramente il ruolo di global ambassador di Fonbet per Pirlo è scomodo viste anche le norme italiane sul betting: si tratta di un tipo di pubblicità vietato nello sport italiano. Il tecnico, prima di accettare il ruolo di Ct dell'Italia infatti, dovrà liberarsi di questo contratto. L'accordo tra la società russa Fonbet e Pirlo dovrà dunque essere sciolto se la Federazione sceglierà davvero l'ex allenatore della Juventus come nuovo Ct. La Russia peraltro è un Paese da cui l'Italia ha preso le distanze dopo l'attacco all'Ucraina del 2022. "Non interessa se Pirlo sia filorusso o meno — ha scritto Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo su X —. Conta ciò che ha scelto di fare: prestare, liberamente e ripetutamente, il proprio prestigio a un’operazione di normalizzazione del regime di Putin, partecipando a iniziative sfruttate dalla propaganda del Cremlino mentre l’Ucraina veniva bombardata".










