La pittura, con tutta la sua potenza immaginifica, e il suo rapporto problematico con la realtà, in un’epoca sempre più bombardata di immagini, accomuna la ricerca di due artisti di vent’anni, Suren Dorfmann ed Emanuele Zaccari: la loro prima prova espositiva è una doppia personale intitolata “Aliasing” e ospitata a Casa Vuota in via Maia 12 a Roma, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra si può visitare su appuntamento fino al 13 settembre 2026, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com.
A ciascuno dei due giovani artisti, legati da un rapporto di amicizia, viene dedicata una stanza di Casa Vuota: Dorfmann e Zaccari abitano la stanza a loro assegnata presentando un ciclo di lavori autonomo, progettato nella forma di un intervento site specific. Il pubblico, nel passaggio da una stanza all’altra, a completamento del percorso espositivo, si trova di fronte a un’installazione realizzata a quattro mani, con il titolo “Smussatura” (2026), che rimodula la volumetria della casa fondendo segno inciso e luce.Il filo conduttore fra i due artisti è spiegato dai curatori: “Prelevando dal linguaggio dell’elettronica un temine tecnico – aliasing – che definisce la presenza di un errore nello spettro armonico di un segnale campionato, il titolo della mostra vuole descrivere una particolare condizione dell’esperienza estetica contemporanea. Errori e distorsioni diventano fattori connaturati e strutturali, da annoverare fra le possibilità concrete della visione e dei suoi fallimenti. Nell’impossibilità di controllare tutto, sembrano dire Dorfmann e Zaccari, il compito dell’arte è duplice: da una parte abbracciare l’errore e la fallibilità, dall’altra esaltarne il potere generativo, distorcente, visionario, portentoso e disturbante”.








