I gesti pittorici di Andrea Rupolo (2002) riempiono le stanze di Casa Vuota a Roma in occasione della mostra "Sbocco”, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, la prima personale del giovane artista di origine calabrese. La mostra si inaugura martedì 10 giugno dalle ore 18.30 alle ore 21 nell’appartamento-galleria di via Maia 12 al Quadraro. A Casa Vuota, Andrea Rupolo presenta un progetto installativo site-specific che pone una selezione di tele di grandi dimensioni in dialogo serrato con lo spazio espositivo domestico. Sono oli e tecniche miste, tutti realizzate nell’ultimo anno e caratterizzati da una pittura gestuale e istintiva, informale e con una vaga reminiscenza di anatomie e macellazioni.
Il focus della ricerca di Andrea Rupolo è il corpo scandagliato dall’interno, che l’artista comunica con crudezza, violenza e uno sguardo deformante. "Cerco di capire – spiega l’artista – in che modo l’identità possa modellare la carne; perciò mostro una materia cruda, deforme e imparziale, che non appartiene a nessuno e diventa superficie disidentificata, portandola al limite della morte”.
"Andrea Rupolo si esercita in una pittura informale che ha in sé la memoria del corpo. Non c’è luogo più adatto all’osservazione del corpo dello spazio domestico e, in questo corpo-casa, la giovane pittura di Rupolo è come un fiume in piena in cerca di uno sbocco”, scrivono i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. “Materia che si ammassa ed esplode, dietro la spinta di altra materia. Tutta l’urgenza dei vent’anni, la ricerca di un proprio segno e di una propria voce nella pratica pittorica e la riflessione su alcuni temi fondanti della dimensione etica e dell’esperienza estetica del presente (come il corpo e la carne, l’umano e il postumano, il bello e il mostruoso, la superficie e la profondità, il dentro e il fuori, il transeunte e la memoria) si trasferiscono in questa prima restituzione di un itinerario artistico ancora tutto da tracciare e da scoprire, ma che già affascina per la sua vigoria. La pittura di Rupolo parla di masse e materia in movimento, in trasformazione. Con la sua qualità liquida e gestuale, cattura frame di pulsazioni di organi, tessuti, muscoli e parti di corpo”.









