| 24 Luglio 2026 17:02 |
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(Adnkronos) – “La difficoltà maggiore che noi vediamo è che il genitore ancora oggi può scegliere come alternativa a una relazione sana e pedagogica con il proprio bambino, il device. Esponendolo allo strumento, in quel momento colma una lacuna, permette al device di occupare uno spazio-tempo che non è in grado, non vuole o non sa come riempire. Stiamo facendo un passo indietro: abbiamo capito che è la dimensione della genitorialità che va supportata, non giudicata, ma proprio messa nelle condizioni di capire e di agire, in modo convinto, su quell’alternativa che non è mai da percorrere. Dobbiamo essere pronti nell’accompagnare il genitore affinché non guardi mai al device come a un’alternativa possibile nella fascia zero-36 mesi”. Lo ha detto Federica Giannotta, responsabile advocacy Terre des Hommes Italia, partecipando all’incontro organizzato in Senato per presentare la proposta di legge su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi – ‘Disposizioni per la regolamentazione dell’esposizione ai dispositivi digitali nei bambini e nelle bambine da zero a tre anni a tutela del loro sviluppo neurocognitivo, fisico e relazionale e per la promozione di un graduale accesso al loro utilizzo durante la minore età’- promossa insieme alla Sip-Società italiana di pediatria e la stessa Fondazione. Sostenuta in maniera bipartisan da parlamentari di tutti i gruppi politici, la proposta punta a introdurre Linee guida nazionali sull’esposizione agli schermi dei bambini e bambine, una prassi ritenuta estremamente dannosa e da evitare entro i tre anni di vita.






