Un viaggio visivo e sonoro negli angoli più oscuri della contemporaneità, dove la cronaca più cruda si spoglia della sua consueta brutalità per affidarsi al potere evocativo dell’illustrazione, della musica e della danza. Si presenta con questa identità narrativa “V per violenza”, il docufilm diretto da Alessandra ed Emanuele De Vita in anteprima il 25 luglio al Giffoni Film Festival.

Nato da un’idea della giornalista e musicista Alessandra De Vita, il lungometraggio si pone l’obiettivo di indagare le radici e le conseguenze del male all’interno della società civile occidentale, focalizzando lo sguardo sulle forme di sopruso più diffuse e sistematiche: quelle perpetrate contro le donne, i bambini e gli animali d’affezione.

I tre capitoli dell’opera: dalle donne alle torture sugli animali

L’impianto dell’audiovisivo si articola in tre capitoli distinti, strutturati per analizzare la ramificazione del dolore senza concentrarsi su una singola storia, ma offrendo piuttosto uno spaccato corale sulle categorie più vulnerabili. La prima parte del documentario è interamente dedicata alla violenza fisica e psicologica di genere. Il racconto si sposta poi, nel secondo segmento, sul dramma dell’infanzia negata, affrontando il tema dei bambini coinvolti nei conflitti bellici e la piaga sociale del bullismo.