I dubbi da sciogliere La Procura di Bologna ha disposto l'autopsia sul corpo del 42enne, che dovrà chiarire diversi aspetti ancora al centro delle indagini, a partire dall'epoca e dalle cause del decesso. Tra i quesiti affidati agli specialisti rientra anche l'analisi degli eventuali mezzi di contenimento utilizzati dalla polizia nel corso dell'intervento, compreso il ricorso alla forza fisica e all'uso dello spray al peperoncino, per accertare se abbiano avuto un ruolo nella dinamica che ha portato alla morte dell'uomo. I nodi da sciogliere sono molti. I professionisti dovranno valutare la presenza di lesioni ossee interne o superficiali, studiando nel dettaglio la tac ossea eseguita il 22 luglio e depositata il giorno successivo, così come di pregresse patologie cardiache o di disturbi di natura psichica. Saranno le cartelle sanitarie di Fakir, raccolte da strutture sia pubbliche che private, ad aiutare gli specialisti a ricostruire la storia clinica del 42enne. Lo studio medico-forense troverebbe riscontro anche nelle immagini riprese durante l'intervento della polizia di domenica pomeriggio in via Svevo, sia dai residenti, sia dalla bodycam di uno dei due agenti intervenuti, nei primi momenti, quando Fakir viene immobilizzato a terra.