L'€conomista

Paolo Bozzacchi

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Il nuovo corso del Fondo Italiano d’Investimento (FII) a guida Domenico Lombardi ha mosso un passo importante. Si è infatti aggiudicato la gestione del Fondo Imprese, il comparto del Fondo Nazionale del Made in Italy destinato a entrare nel capitale delle aziende considerate strategiche. Un incarico che rafforza il ruolo della SGR come braccio finanziario della politica industriale italiana e mette a disposizione delle piccole e medie imprese una leva potenzialmente decisiva per crescere, aggregarsi e competere sui mercati internazionali.

A soli due anni dalla sua creazione, il Fondo Nazionale del Made in Italy entra così nella sua fase pienamente operativa. La scelta del gestore non è un passaggio di routine: uno degli strumenti più ambiziosi messi in campo dallo Stato per sostenere l’apparato produttivo viene affidato a una società nata nel 2010 su iniziativa del ministero dell’Economia e oggi controllata al 55% da Cdp Equity. Nell’azionariato figurano anche Intesa Sanpaolo, UniCredit, Confindustria e ABI, a conferma della natura istituzionale e finanziaria dell’operazione. A sottolineare il valore strategico dell’operazione è la linea indicata dal Ceo Domenico Lombardi: «Vogliamo consolidarci come punto di riferimento del private capital e come piattaforma capace di mobilitare capitali pazienti a sostegno dell’economia reale».