Pmi e mid-cap attive nel riuso, riciclo e approvvigionamento di materie prime critiche per la transizione energetica e per lo sviluppo di modelli di economia circolare potranno ottenere finanziamenti in conto capitale a valere su una dote finanziaria di 900 milioni di euro del Fondo nazionale del made in Italy (Fnmi). L’avvio del FnmI (istituito con la (legge n. 206 del 27 dicembre 2023) – lo strumento diretto a favorire l’innovazione, l’internazionalizzazione delle filiere strategiche nazionali, il rafforzamento competitivo e a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche – è stato comunicato il 22 luglio 2026 dal Mimit, Adolfo Urso. Nello specifico il Fondo Imprese, uno dei due comparti principali in cui è articolato il FnmI (l’altro è il Fondo Real asset), è dedicato agli interventi in c/capitale nelle imprese che investono nell’approvvigionamento, trasformazione, riuso e riciclo di materie prime critiche e nell’economia circolare per favorire la transizione energetica e digitale.

Gli obiettivi dell'intervento

L’obiettivo delle misure, in definitiva, è ridurre le dipendenze dall'estero e rafforzare la competitività delle filiere strategiche nazionali.

Con una dotazione di 600 milioni di euro il Fondo Imprese realizzerà pertanto investimenti diretti e indiretti a condizioni di mercato nel capitale delle imprese operanti nelle filiere strategiche. L’altra componente del Fnmi, il Fondo Real Asset, con una un budget di 300 milioni di euro effettuerà invece investimenti nella componente immobiliare delle filiere strategiche. Nel complesso i due strumenti mirano ad affiancare alle risorse pubbliche nuovi capitali privati, sostenendo la crescita delle imprese e gli investimenti nei settori chiave per l’autonomia industriale del Paese.