di
Valentina Santarpia
«Roggero? Difendeva la sua famiglia e il patrimonio. Fatta una valutazione dal punto di vista penale, ma addirittura il suo patrimonio dato ai suoi aguzzini: capisco il 90% dei cittadini a suo favore»
«Sicuro che ci sia stata tutta l'attenzione, adeguatezza e ponderatezza nell'operato degli agenti a Bologna. Non ho voluto vedere le immagini delle webcam degli agenti perché non ho voluto creare momenti di interferenza con l'autorità giudiziaria, mi fido sempre dell'autorità giudiziaria che deve faare le sue valutazioni. Le indagini faranno il loro corso, siamo solo agli inizi di una vicenda che avrà probabilmente tre gradi di giudizio»: così Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno all'Aria che tira su La Sette, commenta il caso Fakir, l'uomo morto durante un intervento degli agenti a Bologna.
«Mi sono fatto l'idea che è l'ennessimo episodio che testimonia la difficoltà di un lavoro che a volte presenta casi di grande complessità- spiega Piantedosi- L'idea che mi sono fatto è che i poliziotti si sono approcciati con sensibilità e delicatezza che ci vuole in queste circostanze e poi hanno attrivato le esigenze di contenimento quando la situazione è degenerata. Ci sono tanti casi di ordine pubblico dove invece c'è stata una polemica sul mancata intervento. Chi opera in quel momento deve prendere decisioni nel lasso di poche secondi, credo che ci sia stata tutta l'attenzione e l'equilibrio che serve in questi casi. Finora le testimonianze dimostrano che c'è stata tutta l'attenzione, la pondaretezza, il rispetto. Comunque vada, e io credo ci siano i presupposti perché sia riconosciuto l'operato corretto dei poliziotti, mi fido che saranno prese le decisioni giuste». Piantedosi interviene anche sulla «mediatizzazione» dei casi di cronaca che poi spesso innescano discussioni a livello politico. «Le trasmissioni tv sicuramente alimentano l'interesse per la cronaca, la politica intercetta e se ne occupa. Io sono intervenuto poco sul caso Ruggero- ammette Piantedosi- Il caso ha interessato la politica perché incrocia un tema che la politica ha sempre affrontato, cioè il bilanciamento dei contrapposti interessi. La valutazione fatta è stata corretta, detto ciò non è dubbio che è una persona che difendeva la sua famiglia e il suo patrimonio. È stata fatta una corretta valutazione del suo operato ma addirittura il risarcimento danni nei confronti dei suoi aguzzini... Se questo ha incrociato i sentimenti delle persone, ho letto che il 90% dei cittadini è dalla sua parte, vuol dire che c'è qualcosa che non quadra nel sentimento popolare, che vorrebbe che chi difende il proprio lavoro sia tutelato e di questo la politica si deve occupare».











