“Polmoni pieni di sangue”. La Tac sul corpo di Abderrahim Fakir, il 42enne morto domenica scorsa durante un intervento della polizia in via Svevo, nel quartiere Pilastro di Bologna, dice questo. L’esame, i cui esiti dovranno essere verificati dall’autopsia fissata per oggi, prospetta un quadro compatibile con un’asfissia, che potrebbe essere stata provocata dalla prolungata compressione del torace mentre l’uomo veniva immobilizzato dagli agenti.
Una compromissione delle vie respiratorie durata cinque minuti in un soggetto già con problemi cardiaci e di asma, così come raccontato da amici e parenti. Fakir sarebbe rimasto per circa cinque minuti con il torace schiacciato al suolo, mentre gli venivano bloccate mani e piedi con le fascette. Anche il massaggio cardiaco è stato effettuato mentre era bloccato.
La presenza di sangue nei polmoni potrebbe indicare un’emorragia polmonare con conseguente soffocamento, ma che dovrà essere interpretato insieme ai risultati dell’autopsia per stabilire se sia stata la causa principale della morte o una concausa associata ad altri fattori. Gli esami tossicologici dovranno inoltre verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti prima dell’intervento. L’uomo era alterato, forse in preda a una crisi psichica che sarebbe dovuta essere gestita da un medico. In un primo momento sul posto era arrivata un ambulanza con i soccorritori della Croce Rossa,










