"Il cambio ai vertici militari nel breve periodo crea più rischi che vantaggi, Mosca pronta a sfruttare le divisioni interne di Kiev"

Il cambio ai vertici delle Forze armate ucraine e la crisi politica seguita alla rimozione dell'ex ministro della Difesa, Mykhailo Fedorov, aprono una nuova fase per Kiev. In un'intervista ad Adnkronos, Ruslan Bortnik, direttore dell'Istituto ucraino di Politica di Kiev, analizza le conseguenze della scelta del presidente, Volodymyr Zelensky, di nominare Mykhailo Drapatyi nuovo comandante in capo dell'esercito e il crescente malcontento emerso nella società ucraina. Secondo Bortnik, la vicenda Fedorov rischia di trasformarsi da semplice scontro istituzionale in un nuovo fattore di pressione sul presidente: l'ex ministro, associato alla modernizzazione tecnologica della difesa,potrebbe diventare un nuovo polo politico indipendente. Il politologo avverte che il rischio di proteste su larga scala è reale, anche se al momento non si profila una nuova rivoluzione: la crisi potrebbe però aggravarsi se si sommasse ad altre fonti di insoddisfazione, come corruzione, difficoltà nella mobilitazione o problemi sul fronte. Nell'intervista Bortnik affronta anche il significato strategico della nomina di Drapatyi, il futuro delle riforme militari ucraine, l'impatto dei cambiamenti sulla linea del fronte e il modo in cui la Russia potrebbe sfruttare le divisioni interne a Kyiv.