Una laurea in ingegneria chimica, in politica da oltre vent’anni e vicesindaca di Livorno da sei con delega alle pari opportunità. Ma in questi giorni, quando si nomina Libera Camici, si finisce quasi sempre per parlare dei suoi pantaloncini.

La polemica è scoppiata domenica e da allora nella città toscana non si parla d’altro. Camici, 44 anni, esponente del Pd, si è presentata a una conferenza stampa indossando sandali, una camicetta e un paio di shorts neri. Complici le giornate più calde dell’anno, o forse la conferenza programmata dal sindaco all’ultimo minuto. Fatto sta che l’outfit della vicesindaca non era forse quello che ci si aspetta da un assessore in Comune, ma restava un abbigliamento del tutto decoroso e tutt’altro che provocatorio.

I commenti Nonostante ciò, da giorni Camici è diventata il bersaglio preferito dei moralisti da tastiera. È stata definita «scostumata», «una donna che non rispetta il ruolo pubblico», «una che non dovrebbe rappresentare il Comune». Da Fratelli d'Italia è arrivata perfino l'accusa di essersi «vestita come a Ibiza». Una «scosciata». Quella parola, «scosciata», ha colpito particolarmente la vicesindaca. «Non verrebbe mai usata per un uomo – ha spiegato al Corriere della Sera – Si è voluto richiamare il corpo: tutti si sono sentiti autorizzati a giudicarmi per il mio aspetto». Ma soprattutto i commenti scritti da altre donne. «C'è chi mi ha scritto che me la sono cercata e che dovrei aprire un profilo su OnlyFans – ha proseguito la vicesindaca - Chi scrive queste cose spesso non si rende conto del dolore che provoca, anche alle persone vicine a chi viene attaccato». Camici si è detta persino «fortunata» perché il figlio è ancora piccolo e «per fortuna non usa i social: se fosse stato più grande avrebbe sofferto anche lui le conseguenze». La denuncia Alla fine Camici ha deciso di denunciare, con tanto di querele. Non solo per tutelarsi, ma anche per portare l’attenzione su un doppio standard che continua a pesare sulle donne in politica. Secondo lei, se fosse stata un assessore uomo con i pantaloncini, l’avrebbero al massimo rimproverato un abbigliamento poco consono al ruolo. «Nessuno mi avrebbe dato dello "scosciato"», ha sottolineato Camici. La sessualizzazione dell’immagine e la critica che si fa subito morale, moralista, è evidente a chiunque. Un tema che ha diviso anche il Comune: se la giunta di sinistra a cui appartiene Camici in parte la difende, dall’altra le opposizioni politiche e la destra la accusano di un comportamento poco consono al suo ruolo.