La vicesindaca di Livorno: «A una donna basta mostrare qualche centimetro di pelle in più per essere definita “scostumata”»
Libera Camici, 44 anni, laureata in ingegneria chimica, è vicesindaca Pd a Livorno e ha la delega alle Pari Opportunità. Durante una conferenza stampa insieme al primo cittadino Luca Salvetti si è presentata con pantaloncini, i cosiddetti shorts. È stato un dibattito surreale e, soprattutto, molto partecipato. Ma non va né normalizzato né banalizzato. Il problema non è stata la critica al mio abbigliamento. Il punto è che è stato usato il termine “scosciata”, che non verrebbe mai utilizzato per un uomo. Si è voluto richiamare la sessualità, il corpo. Da quel momento tutti si sono sentiti autorizzati a giudicarmi non per quello che faccio, ma per il mio aspetto fisico», dice oggi al Corriere della Sera.
Se al suo posto ci fosse stato un uomo, sostiene, «forse gli avrebbero detto che era vestito in modo poco consono. A una donna basta mostrare qualche centimetro di pelle in più per essere definita “scostumata” e, quindi, inadatta a ricoprire un ruolo pubblico». A ferirla di più, sostiene, «i tanti commenti scritti da donne. Alcune mi hanno definita una svergognata, mi hanno scritto che non le rappresento e che avrei dovuto chiedere scusa ai cittadini. Chi ha superato il limite sarà querelato. Lo faccio per me, ma soprattutto per tutte le donne che potrebbero finire al mio posto».










