Non accadde davvero in un giorno. Per vedere l’autostrada raggiungere Reggio Calabria sarebbero serviti ancora tredici anni, centinaia di cantieri e un’opera ingegneristica senza precedenti nel Mezzogiorno. Eppure, se esiste una data nella quale la Calabria cominciò a spezzare il proprio isolamento, quella data è il 24 luglio 1961. Mentre oggi migliaia di automobili percorrono l’A2 verso il mare e le località turistiche, esattamente 65 anni fa lo Stato decideva di costruire la strada che avrebbe cambiato per sempre il rapporto della regione con il resto d’Italia.

La legge dei 180 miliardi di lire

La legge numero 729, intitolata “Piano di nuove costruzioni stradali ed autostradali”, porta la data del 24 luglio 1961 e venne pubblicata sulla Gazzetta ufficiale il successivo 12 agosto. Il passaggio decisivo si trova nell’articolo 15. L’Azienda nazionale autonoma delle strade, l’Anas, veniva autorizzata a contrarre mutui, anche obbligazionari, fino a un importo complessivo di 180 miliardi di lire per costruire la nuova arteria. Il testo indicava espressamente una condizione destinata a diventare parte dell’identità della strada: la Salerno-Reggio Calabria sarebbe stata un’autostrada “senza pedaggio”.