Quattordici anni, nella migliore delle ipotesi. Ventisette nella più ambiziosa. È la distanza che separa una linea colorata sopra una carta geografica dall’asfalto sul quale, un giorno, dovrebbero viaggiare automobilisti e camion tra Catanzaro e Reggio Calabria. Sempre che prima si scelga quale Statale 106 costruire, si trovino tutte le risorse, si completino i progetti, si superino autorizzazioni e ricorsi, si aprano i cantieri e non si perda altro tempo lungo la strada. Ad oggi la nuova Statale 106 Jonica non è ancora una domanda da 6,89 a 12,62 miliardi di euro.

L’Anas ha pubblicato il Documento di fattibilità delle alternative progettuali e aperto il Dibattito pubblico sul tratto meridionale dell’arteria. Quattro scenari, due corridoi, filosofie opposte: spendere di più e realizzare subito una strada a doppia carreggiata lungo l’intero percorso, oppure contenere costi e impatto costruendo molti chilometri con una sola corsia per senso di marcia, predisposti per un raddoppio futuro. Dietro le sigle tecniche si nasconde una scelta politica enorme. Non riguarda soltanto dove passerà la strada, ma quanta strada avrà la Calabria. E soprattutto se il territorio debba accettare oggi un’opera ridotta, contando sul fatto che domani qualcuno trovi i soldi e la volontà per completarla.