«Non è solo un danno economico, è la perdita di un patrimonio agricolo». Non cerca compassione né alimenta polemiche. Dopo l’incendio doloso che il 15 luglio ha devastato un ettaro di vigneto in Contrada Civita, nel territorio di Zafferana Etnea, Mauro Cutuli, viticoltore, ha scelto prima di denunciare pubblicamente l’episodio con un video sui social, poi, a mente fredda, di trasformare quanto accaduto in una riflessione sul valore del patrimonio viticolo etneo e sulle misure necessarie per tutelarlo.

Le fiamme, appiccate sempre dallo stesso punto, hanno compromesso una vigna realizzata attraverso un lungo lavoro di recupero delle varietà storiche del territorio. «L’ho impiantata mantenendo il patrimonio della zona, prelevando i tralci dalle vigne degli anziani e facendo selezione massale, in modo da conservare il Dna originario delle piante», racconta.

Un lavoro artigianale, costruito negli anni secondo pratiche tramandate da generazioni, con l’obiettivo di preservare l’identità dei vitigni autoctoni dell’Etna.

«In due ore è stato compromesso un patrimonio costruito con pazienza. Per me è una ferita personale, ma soprattutto è la violazione di un patrimonio storico che avevo scelto di custodire. La perdita - sottolinea - non riguarda soltanto il raccolto o il valore economico della produzione. A essere cancellato è un pezzo di memoria agricola, fatto di conoscenze, biodiversità e cura quotidiana del territorio.»