di
Manuel Colosio
Nel report di 160 pagine ci sono decine di testimonianze. Dei 2500 intervistati, uno su tre dichiara di aver subito almeno un episodio di questo tipo. I dipartimenti maggiormente colpiti ingegneria e medicina
Dalle violenze verbali in aula a quelle fisiche durante i tirocini, dal sessismo mascherato dietro una battuta a quello esplicitato con infondate superiorità di un genere sull’altro, fino alle allusioni a carriere universitarie e accademiche rovinate in caso di rifiuto oppure pesanti avances e casi di stupro.
C’è veramente di tutto nelle 160 pagine contenute nella versione completa dell’indagine conoscitiva sulla violenza di genere e le molestie nell’Università degli Studi di Brescia che il Corriere è riuscito a visionare. Decine di testimonianze a sostanziare un fenomeno che, va detto con chiarezza, purtroppo è strutturale e coinvolge tutti gli ambiti sociali e lavorativi, non solo l’università, luogo che non è certo immune da un contesto sociale segnato da evidenti disuguaglianze e discriminazioni, nelle quali la violenza di genere si manifesta sia nelle relazioni gerarchiche che nelle interazioni tra pari.







