Dalle parti di Antonio Tajani iniziano a farsi domande che suonano più o meno così: “Ma se Salvini va davvero al Viminale, dovremo ingoiare sempre più concordanze tra FdI, la Lega e i vannacciani?”. E’ più che altro uno spauracchio, quello dei vertici di Forza Italia: la grande sostituzione. Soprattutto se i provvedimenti futuri saranno come la norma anti “maranza” introdotta ieri in Cdm. Sicuramente molto gradita da Vannacci. Sentite Meloni: “Puniamo i ragazzi che pensano di poter fare come vogliono. Chi sbaglia paga”. Negli ultimi giorni non è sfuggito al vicepremier e ministro degli Esteri il gioco di affondi da una parte e dall’altra, da Via Bellerio e dal generalissimo, contro gli azzurri. Rei di predicare calma e sobrietà a proposito dell’estensione della legittima difesa. Per dirla con Laura Ravetto, nuova parlamentare di Futuro nazionale: “Meloni anziché cercare il dialogo con noi che abbiamo gli stessi obiettivi si ostina invece a discutere con FI che ha già detto che la proposta è inaccettabile”. Parole non troppo dissimili da quelle di Matteo Salvini che nelle stesse ore accusava i forzisti perché “se qualcuno in maggioranza non vuole l’estensione della legittima difesa, lo dica agli italiani”. In realtà è il potenziale slittamento dell’agenda del governo, nell’anno pre-elettorale, a incupire il partito fondato da Silvio Berlusconi. Questo perché su tutta una serie di dossier parlamentari si stanno evidenziando divergenze tra le culture più di destra e quella liberale-moderata interpretata da FI. Sulle intercettazioni, infatti, Forza Italia ha eretto le barricate contro l’emendamento voluto dalla presidente della commissione Antimafia Chiara Colosimo e che secondo gli azzurri porterebbe a una reintroduzione della “pesca a strascico”. Tanto che il testo alla fine arriverà in Aula senza mandato al relatore. Sulla legge elettorale, poi, dentro il partito di Tajani sono convinti che si debba andare contro le imposizioni della premier e dire no alle preferenze anche a Palazzo Madama. Altro punto di distanza visto che invece i vannacciani (che al momento non hanno senatori e lì non toccheranno palla) hanno votato le preferenze alla Camera e si sono visti votare il loro emendamento dalla pattuglia meloniana. Anche su questo s’interrogheranno i senatori di Forza Italia, convocati da Tajani per una riunione mercoledì prossimo.Ieri (prima che Meloni ricevesse a Palazzo Chigi il presidente di Bankitalia Fabio Panetta. E sentisse il presidente egiziano Al Sisi su dossier comuni come il Piano Mattei e lo Stretto di Hormuz) in Consiglio dei ministri, oltre a nuove regole sulla Concorrenza che toccano anche i carburanti, alcuni rinnovi contrattuali nell’università e nelle funzioni centrali, è stato approvato un ddl sulla punibilità dei minori (quando considerati capaci di intendere e volere), cosiddetta anti “maranza”. Una proposta simile era stata avanzata anche da FI, ma è chiaro che riproporlo in questa fase risponde anche all’esigenza di presidiare il tema sicurezza e legalità. Nelle prossime settimane, forse entro l’ultimo Cdm prima della fine dei lavori per la pausa estiva del 4 agosto, invece, potrebbe arrivare il nuovo ddl che interviene sui risarcimenti alle famiglie di chi è rimasto offeso durante il compimento di un reato. Anche sul seguente passaggio parlamentare Futuro nazionale ha offerto un ramoscello d’ulivo, parlando della possibilità che le loro proposte in materia possano trovare “compatibilità con qualsiasi treno in corsa, Prenderemo in considerazione ogni possibilità emendativa e vedremo come voteranno”, ha spiegato ancora Ravetto. In più anche sul caso Delmastro, con i senatori di mggioranza che nella giunta per le autorizzazioni hanno votato contro la consegna all’autorità giudiziaria delle chat del parlamentare con Mauro Caroccia, da Fn hanno fatto capire che “avremmo letto le carte”. Senza alcun tipo di preclusione preventiva. Un elenco di abboccamenti, aperture, segnali di avvicinamento che all’interno di Forza Italia guardano con un misto di preoccupazione e imbarazzo. Anche perché pure a livello locale Fn ha iniziato a fare “campagna acquisti” tra le file degli azzurri. Come a Milano, dove Vannacci si è assicurato l’ex candidato sindaco e capogruppo uscente di Forza Italia a Palazzo Marino, Luca Bernardo.