HomePesaroCronacaRaccolta plastica, incubo blocco: "Margini limitati, urgente intervenire"Il materiale selezionato dai pesaresi potrebbe restare in strada. Franco Macor, Mms: "Allertati tutti gli enti"Cartfer a Pesaro per il riciclo della plastica. In alto Franco Macor, manager MMSRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa situazione è molto seria: la plastica raccolta dai pesaresi potrebbe restare, fuori casa, in strada, fino a che non si trovi un magazzino autorizzato ad accoglierla. O peggio, potrebbe finire nell’indifferenziata, mandando in malora anche decenni di retorica sulla sostenibilità. Anche se sembra tutta una provocazione, non lo è. I magazzini identificati per legge allo stoccaggio sono saturi. Marche Multiservizi, responsabile del servizio, temendo di arrivare ad una possibile interruzione ha evidenziato il rischio di blocco della raccolta della plastica, ma non riesce ad avere risposte operative da Corepla il consorzio italiano che ha competenza esclusiva riguardo alla raccolta, al riciclo e al recupero degli imballaggi.
L’emergenza radica in un sistema finito in sofferenza per ragioni di mercato internazionale: Corepla non riesce a vendere la plastica riciclata perché quella vergine prodotta in Asia nel mercato si acquista ad un prezzo inferiore. Chi comprerebbe un prodotto usato se quello nuovo costa meno? Appunto. Ad oggi il legislatore italiano non ha trovato rimedi utili a compensare la diseconomia e così i nodi sono belli che arrivati al pettine: magazzini praticamente pieni e regole blindate con ricadute penali. Quando potrebbe prefigurarsi il blocco della raccolta a Pesaro? "Il rischio è reale, ma va evitato nel modo più assoluto. In base al sopralluogo svolto – spiega Franco Macor, manager di Marche Multiservizi – abbiamo un’autonomia limitatissima: dai tre ai 10 giorni. Ma non vogliamo arrivare al blocco della raccolta: sarebbe interruzione di pubblico servizio". L’iniziativa non può essere presa dal gestore. Quindi? "Continuiamo ad allertare gli enti di riferimento sperando in decisioni immediate. Abbiamo scritto nuovamente a Corepla perché garantisca a Cartfer, centro di smistamento della plastica raccolta, otto camion per il ritiro settimanale. In estate infatti la plastica aumenta anche del 20%. Da settembre ne bastano meno". Quale risposta? "Nessuna, nonostante le continue nostre sollecitazioni". I sindaci cosa dicono? "Come previsto dalla norma abbiamo informato della crisi sia l’Ata 1, assemblea dei Comuni che si occupa di pianificare e controllare la gestione integrata dei rifiuti così come sono state informate la Provincia; la Regionee la Prefettura". La pec ad Ata 1 di Marche Multiservizi è datata 22 luglio e ha per oggetto la richiesta urgente di indicazioni operative ai fini della gestione di quella che ha tutte le caratteristiche di una vera e propria emergenza. Anche perché con una legislazione tarata su un sistema di recupero della plastica la cui efficienza è data per scontata quando invece è diventata anacronistica gli scenari plausibili suonano inverosimili. Cioé possono essere del tutto incoerenti con le politiche di sostenibilità attuate fino ad oggi. Quali scenari? Si porta la plastica laddove ci sia un termovalorizzatore che accetti di smaltirla oppure si interrompe la differenziata, si sigillano i cassonetti gialli e si chiede ai pesaresi di buttare la plastica nell’indifferenziato. A quel punto, omologata all’ indifferenziata, potrà essere smaltita in discarica. L’impianto di Ca’ Asprete ha altri due anni di vita quindi potrebbe, da un giorno all’altro accettare indifferenziata contenente plastica. Ma considerando che la plastica è particolarmente voluminosa, viene da sé che l’ampliamento in altezza verrebbe eroso in velocità. Per capire basti dire che MMS raccoglie 13mila tonnellate di plastiche l’anno, di cui 6.500 mila finivano da Cartfer per essere riciclate. Se tutto finisse in discarica ci troveremmo a smaltire 48mila tonnellate annue, poiché con l’ indifferenziata ci attestiamo a 35mila tonnellate annue. Questa opzione potrebbe aumentare la velocità di saturazione di Ca’ Asprete: per risolvere un problema non è furbissimo generarne due.









