Due settimane fa erano scesi in campo direttamente i Comuni, riuniti nell’Anci, mentre oggi il grido dall’allarme torna a salire dal comparto industriale rappresentato dall’Unirima, l’Unione nazionale imprese raccolta, recupero, riciclo e commercio dei maceri e altri materiali, per denunciare la crisi sempre più grave che affligge la filiera del riciclo della plastica. Conseguenza: aumentano gli stoccaggi (alcuni prendono fuoco) fino a saturazione, col conseguente blocco della produzione e rischio a catena di uno stop alla raccolta.
Per questo le imprese hanno chiesto come misura tampone, l’aumento dei volumi degli stoccaggi (con semplificazione procedurale) che consentano di incrementare rapidamente e in modo continuativo i ritiri dei carichi pressati e affrontare il problema della qualità dei materiali conferiti sono necessarie azioni volte a ridurre significativamente la crescente presenza di scarti non riciclabili nella raccolta differenziata.
Le misure strutturali sono quelle invece da tempo proposte dalle imprese: aumento della quota di riciclo nei manufatti plastici con polimeri di riciclo europei, contrasto doganale all’importazione di polimeri di riciclo extra Ue di bassa qualità, riduzione dei prezzi dell’energia, agevolazioni fiscali per i prodotti di riciclo rispetto ai prodotti da fossili.












