Stop ai lavori sulla Salaria: esplode la rabbia e l’indignazione della comunità di Arquata. Il prolungamento della cassa integrazione, per gli operai della ditta appaltatrice fino al 4 ottobre, ha condotto ad una brusca frenata dei lavori previsti che rischia di lasciare ancor più isolato il borgo e chi ancora vive lì. "Sono pronto ad azioni eclatanti per il bene dei miei cittadini – commenta Franchi –. Dopo tanti anni questa brusca frenata non ci voleva. Questo è un cantiere partito prima del sisma. Il problema è che continuano ad allungare ogni volta i tempi. Siamo stati a Roma, abbiamo parlato con l’Anas. Le rassicurazioni che avevamo avuto all’inizio dell’estate ora non sono più valide e non possiamo più attendere. Ho scritto al ministro Salvini per portarlo a conoscenza del grido d’allarme di questo territorio. Ci sono ancora gli espropri che devono essere fatti e pagati". Il protrarsi dei lavori previsti nei cantieri continua a comportare altre difficoltà che poi hanno risvolti negativi anche sui tempi di percorrenza. "La domenica con i semafori dislocati tra Trisungo, Acquasanta e Favalanciata diventa un qualcosa di assurdo – prosegue il sindaco –. Dover impiegare 40 minuti per arrivare ad Ascoli è davvero troppo. Avevo visto già qualche intoppo a marzo, sul discorso della galleria, e avevo chiesto un bypass che consentisse a tutti di evitare il semaforo. Passare l’estate del decennale del sisma in questo modo non è accettabile". Tanti i cittadini presenti che abitano e lavorano in questa zona. "Come si può fare un progetto senza tenere conto di chi vive - afferma Ottaviano Camacci -. Noi da dieci anni siamo in mezzo alle polveri sottili. Usciamo di casa la mattina e non sappiamo se possiamo rientrare la sera. Se si vuole rilanciare la zona montana si deve ripartire da chi vive e lavora qui. La ditta Carena si aggiudicò l’appalto quando era già in amministrazione controllata. Si poteva immaginare dove si sarebbe andati a finire". "Siamo nel bel mezzo del cantiere – aggiunge Italia Pala del centro estetico Kosmos -. Dopo il terremoto abbiamo rialzato la testa e provato a rimetterci in gioco. Adesso non sappiamo cosa succederà perché l’entrata della nostra attività verrà chiusa. Dove potranno passare le persone?".