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Salvatore Pilato della Corte dei Conti

«La crisi idrica non può essere ricondotta esclusivamente agli effetti dei cambiamenti climatici. Appare riconducibile soprattutto a carenze amministrative, gestionali e infrastrutturali»: la Corte dei Conti nazionale ha passato ai raggi X i problemi di tutte le regioni e anche dall’osservatorio nazionale dei magistrati contabili la Sicilia è risultata essere fra le peggiori aree italiane nel contrasto al dissesto idrogeologico e alla carenza di acqua.

È un dato che era già emerso alla fine del 2025, quando la sezione di Controllo della Corte dei Conti siciliana aveva evidenziato i ritardi e gli errori che hanno «assetato l’Isola». Non è un caso che la relazione pubblicata ieri sulla «gestione e contrasto del dissesto idrogeologico» sia l’atto finale di una attività di indagine della sezione Autonomie della Corte dei Conti nazionale, presieduta oggi dallo stesso Salvatore Pilato che, da capo della sezione di Controllo siciliana entrò in rotta di collisione con Schifani al punto da creare una frattura fra Regione e magistratura contabile come mai prima era successo.

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