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Il governo regionale ha affrontato in questi anni l’emergenza idrica, ma con uno sguardo anche alla programmazione delle grandi opere». L’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, risponde così alla nuova bacchettata della Corte dei conti sulla gestione dell’acqua e della siccità nell’Isola, contenuta nella relazione pubblicata giovedì scorso senza risparmiare critiche sull’utilizzo dei fondi europei e statali destinati alla realizzazione delle infrastrutture. Che nel frattempo prosegue, precisa Colianni, scandendo il piano del suo assessorato: «entro il prossimo settembre decreteremo finanziamenti alle Ati per circa 190 milioni di euro per progetti esecutivi cantierabili in tema di nuove reti, resilienza idrica, sistemi depurativi e fognari. A questo si aggiungono circa 80 milioni di Fsc, sempre per sistemi idrici, già stanziati nei mesi scorsi, e gli investimenti per i tre nuovi dissalatori di Gela, Porto Empedocle e Trapani. Si tratta di opere pubbliche importanti e complesse, che richiedono tempi lunghi per la realizzazione, ma che rispondono alla necessità di ridurre al massimo le perdite delle reti idriche in Sicilia, un fenomeno che risulta serio in tutta Italia». Inoltre, ricorda Colianni, la giunta Schifani ha approvato una riforma in materia «che risponde ai rilievi della Corte dei Conte e di Arera sulla frammentarietà di gestione del settore e che è già stata incardinata in commissione Ambiente all’Ars e si inquadra in un sistema unico di governance come avviene nei modelli virtuosi italiani». Senza dimenticare l’altro nodo, quello delle dighe, dalle grandi incompiute all’interrimento cronico dei bacini: questioni ancora aperte, come hanno evidenziato i giudici contabili, «nonostante l’ingente mole di risorse disponibili» con «rilevanti difficoltà nella programmazione».