"Stiamo lasciando la montagna ai lupi, allontanando le persone. È questo che si vuole?". L’amara constatazione e la domanda sono del sindaco Gian Antonio Pini che, nell’ultimo periodo, ha ricevuto tante segnalazioni di predazioni da parte dei lupi. "Sono un problema serio e reale: l’abbiamo già detto e lo ribadiamo - afferma Pini –. Ogni giorno ricevo segnalazioni da persone che hanno paura per sé stessi e per i loro capi di bestiame. Una soluzione va trovata, ma che sia definitiva, perché tutte le altre misure adottate sin qui sono palliativi".
Le capre e le pecore lasciate libere di cibarsi dell’erba dei maggenghi e degli alpeggi vengono tenute nelle stalle del fondovalle per timore di trovarle sbranate dai lupi. Una situazione che accomuna i piccoli allevatori alle aziende agricole e ai produttori di formaggio, che vedono la loro attività messa a rischio. "Siamo grati alla Regione per le misure di prevenzione – continua il sindaco Pini – ma ormai non sono più sufficienti perché la situazione si sta pericolosamente aggravando, fino a influire sui comportamenti di chi frequenta la montagna, dei piccoli allevatori che hanno pochi capi di capre e delle aziende agricole più strutturate. Il lupo uccide per voracità, non per fame: azzanna le capre lasciandole morire dissanguate senza poi mangiarle. I proprietari trovano i loro animali morti e ne hanno danni economici e psicologici".








