<p>I distributori di carburanti, lungo le strade di tutta Italia, dovranno rispettare regole più rigide in termini di regolarità e di impatto green.
Lo prevede il quarto ddl Concorrenza messo a terra con il governo Meloni, approvato ieri pomeriggio dal consiglio dei ministri.
L'obiettivo è far chiudere le pompe di benzina vecchie e obsolete, riducendone il numero oggi eccessivo rispetto alla media europea. </p><p>Concretamente il disegno di legge, di cui MF-Milano Finanza ha visionato la bozza, prescrive che il titolo autorizzativo ai distributori di carburanti potrà essere rilasciato solo a chi dimostra di possedere «la capacità tecnico-organizzativa ed economica necessaria a garantire la continuità e la regolarità» del servizio, a chi non è colpevole di frodi (su cui indaga costantemente la Guardia di Finanza), delitti e cause di esclusione automatica dai contratti pubblici, a chi rispetta le norme in materia contributiva e a chi applica il contratto collettivo nazionale di lavoro, «previa esibizione del documento unico di regolarità contributiva».
Il rilascio dell'autorizzazione sarà inoltre «subordinato alle verifiche in materia di documentazione antimafia».</p><p>Per di più, passando alla dimensione green, a partire dal 2028 gli impianti per continuare a operare dovranno distribuire non solo benzina e diesel ma anche carburanti alternativi ai combustibili fossili.












