La voglia d’impresa al Sud resta una certezza. Nonostante la delicatissima congiuntura internazionale, l’aumento del costo dell’energia e le incognite sull’export, è il Mezzogiorno a mantenere anche nel secondo trimestre 2026 il primato per il maggiore incremento assoluto di nuove imprese rispetto allo stesso periodo del 2025. La Campania guida le regioni meridionali ed è terza nel Paese ma quasi tutte, con eccezione di Molise, Basilicata e Sicilia, hanno percentuali superiori alla media nazionale. E Napoli, terza in Italia per numero di nuove iscrizioni dopo Milano e Roma, è di fatto la vera capolista in termini di tasso di crescita sull’anno precedente: il suo 0,86% è leggermente inferiore a Cagliari (1,04%), Grosseto (0,91%) e Vibo Valentia (0,90%) ma si tratta di realtà decisamente più piccole e meno significative sul piano nazionale. Tutto questo (e molto altro) fa parte dell’aggiornamento trimestrale di Unioncamere e Infocamere che monitorano l’andamento del sistema delle imprese attraverso le iscrizioni, le cessazioni e dunque i saldi complessivi in base ai dati delle Camere di Commercio. Dati che, commenta puntualmente il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud Luigi Sbarra, «completano il quadro di un Mezzogiorno che non solo crea occupazione (da quattro anni le percentuali più significative del Paese arrivano da qui, ndr), ma dimostra una rinnovata voglia di dare vita a nuove imprese.