Le medie imprese del Mezzogiorno continuano a crescere: si pensi che nel 2025 due imprese su tre prevedono una crescita del fatturato. Inoltre, l’80% di esse è pronto ad aprirsi a nuovi mercati entro due anni, anche per compensare le scosse dovute ai dazi Usa. Un quarto punta sulle rinnovabili contro il caro energia. Nel complesso sono più ottimiste sull’andamento del proprio giro di affari.
Emerge questo identikit delle medie imprese del Sud, messe sotto la lente di ingrandimento nel rapporto “Scenario competitivo, ESG e innovazione strategica nelle medie imprese del Mezzogiorno” curato dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere e presentato a Matera.
Nel 2024 il fatturato delle medie imprese del Mezzogiorno è cresciuto dell’1,8% (contro un calo dell’1,7% delle altre aree del Paese), dopo un aumento complessivo del 78,1% registrato nell’arco del precedente decennio (vs il 52,8% degli altri territori). Anche nel 2025 il trend resta positivo: il 65,4% di queste realtà del Sud prevede di chiudere con un aumento del fatturato (contro il 55,4% di quelle del Centro-Nord). Guardando al futuro, nei prossimi due anni, per rispondere alle criticità del contesto – a partire dai dazi – il 79,6% delle Mid-Cap meridionali dichiara di voler espandere la propria presenza in nuovi mercati (contro il 68,3% riferito alle altre aree). Inoltre, per supportare la propria transizione ecologica, tre imprese del Mezzogiorno su quattro puntano a ridurre le fonti fossili e ad adottare energie rinnovabili (contro il 66,6% del resto d’Italia).







