Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl tessuto imprenditoriale italiano continua a reggere. Nel secondo trimestre del 2026 il saldo tra nuove aperture e chiusure di imprese è positivo per 32.709 unità, risultato di 83.169 iscrizioni e 50.460 cessazioni, al netto delle cancellazioni d’ufficio. Il tasso di crescita si mantiene allo 0,56%, lo stesso registrato nello stesso periodo del 2025, portando a 5.823.863 il numero complessivo delle aziende registrate. Tra aprile e giugno le imprese artigiane si sono rilanciate e hanno fatto registrare 21.542 iscrizioni e 16.341 cessazioni, con un saldo netto di +5.201 unità e un tasso di crescita del +0,43%, portando lo stock totale a 1.226.925 realtà. Sono i dati che emergono da Movimprese, l’analisi statistica condotta da Unioncamere e InfoCamere sulla base del Registro delle imprese delle Camere di commercio.

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Nel complesso, il secondo trimestre conferma un sistema imprenditoriale che si mantiene su un percorso di espansione in linea con lo scorso anno, ma lo fa con una crescita sostenuta, soprattutto dai servizi e dalle costruzioni, mentre i comparti tradizionali continuano a rallentare. Da una parte crescono le imprese più strutturate, i servizi ad alta intensità professionale, quelli alla persona e le costruzioni, mentre dall’altra, pur mantenendo un saldo positivo, continuano a mostrare segnali di debolezza alcuni comparti tradizionali come l’agricoltura e l’industria manifatturiera.