Il 31 luglio prossimo il sindaco del Comune di Vagli, in Garfagnana, inaugurerà una bella scultura in marmo di Carrara dedicata a don Lorenzo Milani. Tutto bene, anzi benissimo, se non fosse che ai piedi della statua è stata posta una targa contenente una frase che non solo non compare in alcuno degli scritti di don Milani, ma è per diversi aspetti incompatibile con ciò che egli ha detto e scritto nel corso della sua breve vita di predicazione e insegnamento. Ecco la frase che la targa gli attribuisce, datandola 31 luglio 1966: «Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi».

Che il Priore di Barbiana possa avere affermato che il comunismo è «la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male» si può escludere con certezza soprattutto per un’affermazione da lui stesso scritta e inviata meno di un anno prima, il 18 ottobre 1965, al Tribunale di Roma, davanti al quale era imputato di apologia di reato per avere difeso l’obiezione di coscienza. In quella lettera si leggono testualmente queste due affermazioni, tra loro strettamente collegate sul piano della logica dell’argomentazione: «Il regime comunista è il tentativo che l’umanità ha fatto di realizzare l’ideale della giustizia. Il regime democratico è il tentativo che l’umanità ha fatto di realizzare l’ideale della libertà».