«Cari concittadini, come molti di voi anche io sono colpita dagli episodi di violenza che si succedono in misura crescente nelle nostre città. E capisco il senso di allarme e di insicurezza che essi producono. Ma possiamo per questo accettare che ognuno allora si faccia giustizia da solo? Esistono delle leggi che regolano i limiti in cui può essere esercitata la legittima difesa: e sono limiti ragionevoli fondati sulla proporzionalità». E ancora: «Se in un diverbio per strada in seguito a un incidente automobilistico qualcuno mi dà una spinta, non posso tirare fuori una pistola e sparargli. In un episodio oggi venuto all’attenzione delle cronache nel quale si lamentano due rapinatori uccisi mentre fuggivano, ben tre diversi gradi di giudizio hanno concordamente stabilito che tale proporzionalità non era stata osservata: che la reazione della persona vittima della tentata rapina era andata ben oltre i limiti stabiliti dalla legge. E per questo essa è stata condannata. Capisco il sentimento di ribellione che si può provare di fronte a una tale condanna. E so che è inevitabile che ci sia chi cerca di sfruttare tale sentimento per dire che non si fa nulla contro la criminalità, nulla per combattere l’insicurezza, che così non si può andare avanti, e magari invitarvi a votare per lui. Ma fermatevi un attimo a pensare alle conseguenze di questo invito. Dovremmo allora stabilire che a un’offesa, a un’aggressione di qualunque entità, magari anche a un tentativo di borseggio, a uno scippo, sia lecito rispondere in qualsiasi modo, con l’uso più largo e indiscriminato della violenza? Ogni volta sparando e uccidendo il responsabile della violenza in questione? È davvero questo che secondo voi il governo dovrebbe fare? O davvero pensate, magari, che i giudici non dovrebbero applicare la legge, dovrebbero chiudere un occhio, lasciar perdere? Che la legge va bene per punire uno spacciatore, uno scafista, chi occupa abusivamente una casa, ma per un negoziante che insegue per un centinaio di metri fuori dal negozio un ladro che ha cercato di rapinarlo e una volta che lo ha raggiunto lo fredda con una pistolettata, anzi ne fa fuori due, ebbene per costui invece la legge non va applicata?»
I leader e il prezzo del consenso
Il caso Roggero tra giustizia e populismo: il dilemma della destra











